Psicomotricità e terapia psicomotoria: cosa è cambiato a causa della pandemia da Covid-19

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La psicomotricità è la disciplina che si occupa degli equilibri tra corpo e mente, tra intenzione e atto, tra il mondo interiore delle emozioni e l’espressione corporea. Per la psicomotricità, ogni attività che coinvolge una persona è, allo stesso tempo, sia funzionale che affettivo-emozionale. Questo significa che, al di là della specifica funzione per cui un gesto, un movimento o un comportamento viene messo in atto (che sia per ottenere uno scopo, compiere un dovere o ricavarne divertimento e piacere), si tratta di un’esperienza che rimane nella storia personale ed è spinta da o esprime desideri, motivazioni, paure o altri condizionamenti emozionali, sociali e relazionali.

Il setting psicomotorio è uno spazio protetto, pensato per permettere una certa libertà di movimento, ma anche attrezzato con oggetti che possano fare da tramite tra il terapista e il soggetto in terapia, veicolando vissuti, sentimenti ed emozioni. Attraverso giochi ed attività motorie varie, ma anche permettendo una relazione significativa con un adulto empatico e disponibile emotivamente, lo psicomotricista può ottenere risultati importanti nell’aiutare il destinatario della terapia. Ad esempio, può rinforzarne le competenze cognitive, aiutandolo a superare eventuali difficoltà scolastiche; può influenzare positivamente i suoi vissuti (passati e presenti) e aumentare la sua autostima, favorendo la sua sicurezza di sé; fargli superare blocchi e paure; ridurre un suo eventuale stato d’ansia e aiutarlo a controllarlo o aiutarlo a migliorare il proprio autocontrollo, inibendo un’eccessiva impulsività o, addirittura, iperattività.

Proprio perché il setting psicomotorio è pensato ed organizzato per favorire e facilitare il più possibile l’espressione di sé, si adatta perfettamente anche ad un progetto educativo e preventivo, oltre che ad un intervento riabilitativo.

Per progetto educativo e preventivo si intende un percorso strutturato in modo da favorire e stimolare il naturale e corretto sviluppo di tutte le componenti cognitive, psicoaffettive e motorie del bambino, sostenendolo nella sua crescita e nella maturazione di tutte le sue potenzialità in modo armonico. Anche se tutto ciò avviene, normalmente, in modo naturale, far seguire al bambino un percorso di tipo psicomotorio educativo fa sì che questo processo naturale si sviluppi nel modo ottimale, favorendo al massimo la realizzazione di tutte le sue potenzialità e prevenendo eventuali difficoltà che potrebbe successivamente incontrare.

L’attuale situazione, pesantemente condizionata dalla pandemia in corso, ha costretto tutti noi a cambiare abitudini quotidiane e modalità di relazione. Questo ha decisamente influenzato molti settori lavorativi, non ultimi quelli relativi ad ogni genere di servizio e assistenza alle persone. Tra questi, anche la psicomotricità, sia sotto forma di intervento educativo che terapeutico, ha fortemente risentito delle drastiche limitazioni che questa terribile piaga ha portato nelle relazioni umane e nelle possibilità di vicinanza e contatto fisico. Questo non ha, però, impedito agli psicomotricisti di elaborare nuove forme di intervento e nuove modalità di approccio per poter continuare nella loro opera.

Anch’io, nel mio piccolo, ho elaborato nuove tecniche e nuove modalità per poter approntare dei percorsi online, che possono essere sia individuali che di gruppo, sia educativo-preventivi che terapeutici.

Per informazioni e appuntamenti, potete contattarmi al mio indirizzo email pedagogistapsicomotricista@gmail.com o tramite il modulo per i contatti.

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